Neopatentato alla guida di un’auto troppo potente: niente rivalsa automatica dell’assicurazione
Neopatentato alla guida di un’auto troppo potente: l’assicurazione non può sempre rivalersi
La Cassazione, con ordinanza n. 13834 del 12 maggio 2026, ha chiarito un principio importante in materia di RCA: il neopatentato che guida un’auto troppo potente viola certamente il Codice della strada, ma non può essere automaticamente equiparato a chi guida senza patente.
La vicenda nasce da un tragico incidente stradale. Un giovane, titolare di patente B da meno di un anno, si mette alla guida dell’auto di un familiare, pur trattandosi di un veicolo con rapporto potenza/tara superiore al limite consentito ai neopatentati. Perde il controllo del mezzo e, a seguito del sinistro, una giovane passeggera muore.
La compagnia assicurativa RCA risarcisce i familiari della vittima per quasi 1,2 milioni di euro, ma successivamente agisce in rivalsa contro il proprietario del veicolo, chiedendo la restituzione di parte delle somme versate, fino a 500.000 euro. Il ragionamento dell’assicurazione era semplice: la polizza escludeva la garanzia per i sinistri causati da persona “non abilitata alla guida” e, secondo la compagnia, il neopatentato alla guida di un veicolo troppo potente doveva essere considerato tale.
La Cassazione, però, non ha condiviso questa impostazione. Il conducente aveva una patente B valida e il veicolo era, in astratto, guidabile con quella categoria di patente. La violazione riguardava soltanto una specifica limitazione prevista per i neopatentati, non l’assenza dell’abilitazione alla guida.
La differenza è decisiva. Una cosa è guidare senza patente, oppure con patente revocata, sospesa, scaduta o non corrispondente al veicolo condotto. Altra cosa è essere muniti di patente valida, ma violare una prescrizione imposta dal Codice della strada. Nel primo caso può parlarsi di mancanza di abilitazione; nel secondo caso, invece, di violazione amministrativa.
Da qui la conseguenza sul piano assicurativo: una clausola che parla genericamente di conducente “non abilitato alla guida” non può essere estesa automaticamente anche al caso del neopatentato che guida un’auto troppo potente. Se la compagnia voleva escludere la copertura anche per questa ipotesi, avrebbe dovuto scriverlo in modo chiaro e specifico.
E quando una clausola predisposta dall’assicurazione è ambigua, non si interpreta nel modo più favorevole alla compagnia. Si interpreta contro chi l’ha scritta.
Morale: le assicurazioni possono anche provarci, ma tra guidare un’auto troppo potente e guidare senza patente c’è una differenza giuridica precisa.
E questa volta la differenza vale mezzo milione di euro.