Hai pagato il giocatore. Ma durante il Mondiale non decidi tu.
Nel calcio moderno i club investono milioni di euro per acquistare, formare e valorizzare i propri calciatori. Eppure, quando arriva una convocazione della Nazionale per il Mondiale, la società non può opporsi.
La regola è contenuta nell’Annex 1 del FIFA Regulations on the Status and Transfer of Players (RSTP). In particolare, l’art. 1 prevede che i club siano obbligati a mettere a disposizione delle federazioni i calciatori convocati per le competizioni internazionali ufficiali.
In altre parole, anche se il club paga lo stipendio del giocatore e sostiene il rischio economico del proprio investimento, la decisione finale spetta alla federazione nazionale.
Si tratta di una scelta precisa dell’ordinamento sportivo internazionale. La FIFA considera le competizioni tra Nazionali un interesse superiore rispetto a quello dei singoli club e, per questo motivo, attribuisce alle federazioni il diritto di ottenere il rilascio dei calciatori convocati.
Da una parte vi sono le società sportive, che rischiano di perdere temporaneamente giocatori fondamentali per il proprio progetto tecnico. Dall’altra vi sono le Nazionali, che devono poter schierare i migliori atleti disponibili nelle competizioni più importanti.
I timori dei club non sono infondati. Un calciatore può rientrare affaticato, saltare parte della preparazione o, nel peggiore dei casi, subire un infortunio durante il torneo. Le conseguenze sportive ed economiche ricadono principalmente sulla società di appartenenza.
il regolamento FIFA non lascia spazio a dubbi: in occasione del Mondiale prevale l’interesse della Nazionale.
Almeno sul piano giuridico.
Fonti
FIFA Regulations on the Status and Transfer of Players (RSTP), Annex 1, artt. 1 e 2.