I dati biometrici: come avere tua suocera a cena
Ti guardano, ti ascoltano, ti scannerizzano il volto, la voce, pure il battito cardiaco. Ma tranquillo: è solo “biometria”.
Ma quando i tuoi dati diventano il nuovo oro dell’intelligenza artificiale, chi decide come possono usarli?
Oggi parliamo del lato più inquietante dell’AI Act 2024: i dati biometrici. E fidati… non è roba solo da film.
ARTICOLO 14 — E qui comincia la festa: un dato biometrico è tutto ciò che il tuo corpo o il tuo comportamento produce e che serve per identificarti. Faccia, voce, iride, impronte digitali, camminata, postura, odore (!). Praticamente ci manca il test “come annusi il caffè” e siamo a posto.
ARTICOLO 15 — Ma non facciamo confusione:
Verifica biometrica: tu sblocchi il telefono col volto. È come il buttafuori del club: “sei tu? Ok, entra”. Finisce lì. Tutto sotto controllo.
Identificazione biometrica: è quando la polizia prende un video da una telecamera in stazione e lo confronta con 100.000 facce in banca dati. “Beccato!”. Qui il rischio privacy comincia a salire, e pure parecchio.
ARTICOLO 16 — Qui l’IA non dice chi sei, ma in quale scatola ti infila: uomo/donna, giovane/vecchio, etnia, orientamento politico, religioso… insomma, la pre-schedatura automatica.
Va bene se serve solo per provarsi gli occhiali virtuali o i filtri sui social (le “funzionalità accessorie”), ma se qualcuno pensa di farci profilazioni politiche… beh, lì il regolamento dice: NIET.
ARTICOLO 18 — Questa è la perla pseudoscientifica del decennio. L’IA che ti guarda e dice: “oggi sei triste!”. Sul lavoro o a scuola, vietatissimo. Niente più manager che misurano la “motivazione” del team guardandoti le sopracciglia su Zoom.
ARTICOLO 17 — La sorveglianza biometrica in tempo reale negli spazi pubblici? Praticamente il sogno bagnato di ogni distopia. Il regolamento la vieta salvo casi gravissimi: terrorismo, persone scomparse, minacce gravissime.
Per chi sviluppa o usa IA:
Se fa identificazione biometrica: quasi sicuro che sei dentro nella categoria “IA ad alto rischio” (Articolo 54).
Ti servono: valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (Art. 96), documentazione tecnica, registrazione, supervisione umana obbligatoria.
Il regolamento sulla privacy non va in ferie: Art. 9 del GDPR dice che trattare dati biometrici è vietato, salvo strettissime eccezioni.
In conclusione: la biometria è come la suocera a cena. Se resta seduta e non rompe, può anche essere utile.
Ma se comincia a commentare il tuo stipendio, la casa, i figli e il modo in cui mastichi… beh, diventa un incubo.
L’AI Act prova a tenerla buona. Per ora.