Il Sistema di Luca Palamara e Alessandro Sallusti
Nel 1992 abbiamo assistito al crollo della c.d. Prima Repubblica, a distanza di quasi trent’anni stiamo vivendo la crisi della Magistratura che il buon Palamara chiama “Sistema”, stesso termine utilizzato dai delinquenti per indicare la Camorra, un’analogia quantomeno preoccupante.
Chi vuole leggere questo libro deve completamente spogliarsi dei suoi principi politici e cercare di assumere un atteggiamento più laico possibile.
Il quadro dipinto dall’ex Presidente dell’ANM è inquietante, un risiko fatto di scorrettezze, colpi bassi, ambasciate, cene, colazioni e pranzi negli hotel più chic di Roma, in cui si decide il destino del nostro Paese.
“Il caso Palamara” obbliga l’opinione pubblica a confrontarsi sullo stato attuale della Magistratura, complice anche il Recovery Plan (che impone all’Italia di riformare la Giustizia), rendendo ancor più attuale questioni che si trascinano da oltre 30 anni tra cui: la Riforma del CSM, la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati.
Non ci sono buoni o cattivi, ma soltanto vincitori e vinti il cui destino è stato, per oltre un decennio, nella mani di pochi magistrati, tra cui Palamara che ammette candidamente di aver contribuito a stroncare la carriera a De Magistris, Forleo e Robledo, palesando lo stesso cinismo di Frank Underwood (il personaggio interpretato da Kevin Spacey in House of Cards).
Il tentativo dell’ex magistrato è quello di far passare il concetto del “cosi fan tutti” di Craxiana memoria, allo scopo di trovare un’assoluzione morale che possa, in qualche modo, mitigare le responsabilità penali che eventualmente emergeranno.
Pertanto, al netto delle considerazioni di Sallusti sul martirio giudiziario di Berlusconi, risulta essere un libro ben scritto che scava a fondo sulle vicende che vedono imputato Luca Palamara.