I fuffavvocati: il cancelliere bullo
In ogni Tribunale alberga una creatura magica ma, al tempo stesso spaventosa, il Cancelliere Bullo.
In questo ambito, la differenza di genere non esiste, infatti esiste anche la versione femminile anche più feroce e vendicativa di quella maschile.
La preda preferita del cancelliere bullo è il praticante sbarbato, fresco di laurea, ai suoi primi passi nel mondo forense e, quindi, assolutamente incapace di capire la differenza tra copia autentica e copia con formula esecutiva.
Il cancelliere bullo inizia a visualizzare la vittima all’ingresso della stanza e, non appena il povero praticante si avvicina alla scrivania, il predatore inizia la sua danza della morte accompagnata da precise movenze che non lasciano scampo.
Inizialmente, con aria scocciata dà del tu al poveretto.
Subito dopo, non appena il praticante profferisce la richiesta, il Cancelliere Bullo capisce tutta l’insicurezza della preda e chiede di ripetere la domanda.
ben consapevole della totale incompetenza del povero praticante, risponde alla sua domanda con un’altra domanda su una questione procedurale al solo scopo di mettere in imbarazzo la preda, soprattutto se in presenza di altre persone dell’ufficio.
A questo punto, il povero praticante totalmente in crisi, non riesce a dire niente di assolutamente sensato, prestando il fianco al colpo di grazia del Cancelliere bullo il quale lo liquida semplicemente dicendogli di ripassare.
Diciamo che con il processo civile telematico, il cancelliere bullo si è quasi estinto non avendo più a che a che fare con il praticante preda.