Riforma dello sport III: Vincolo sportivo abolito
Vi ricordate il “cartellino”? Quel foglio che, a 17 anni, ti faceva appartenere alla tua società fino ai 25? scordatevelo. Il famoso “vincolo sportivo” non esiste più. grazie alla riforma dello sport.
L’idea di fondo: libertà per gli atleti, fine della schiavitù del cartellino.
Ma c’è un piccolo dettaglio che nessuno dice: le società dilettantistiche — quelle che investono tempo, soldi e passione per far crescere i ragazzi — adesso non hanno più alcuna garanzia di tenerli.
Un anno di tesseramento, poi liberi tutti. E così, chi forma un talento, rischia di vederlo andare via gratis dopo dodici mesi.
Prima, con l’articolo 32 delle N.O.I.F., la società aveva almeno un orizzonte:
il ragazzo restava fino ai 25 anni, salvo svincolo o accordo.
Era un modo per dare continuità e stabilità,
e anche per far sbagliare i giovani senza mettergli subito addosso la pressione del “mercato”.
E nel frattempo, l’obbligo di far giocare i giovani è rimasto.
Quindi: devi formarli, ma non puoi trattenerli.
Un capolavoro di logica.
Diciamo che se l’intento era di affondare le società dilettantische, allora possiamo dire che l’obiettivo è stato centrato